Esito della prima edizione del
Concorso Organistico Nazionale "Citta' di Crema"
Crema (CR), 13-15 aprile 2012
- Categoria diplomati: Antinori Lorenzo (primo classificato); Carrieri Leonardo e Vebber Simone
(secondi classificati ex aequo); Cimento Carlo Benedetto (terzo classificato)
- Categoria non diplomati: primo premio non assegnato; Lavuri Luca (secondo classificato); Gavazzi Tomas (terzo classificato); Ghiozzi Gabriele (quarto classificato); Pivetta Elia (quinto classificato)
Premio speciale Vincenzo Petrali: diviso tra Ghiozzi Gabriele (cat. Non diplomati) e Vebber Simone (cat. Diplomati)


BENEDETTO XVI

e la Musica Sacra

RATZINGER su BACH: "Chi ha ascoltato questo, sa che la fede è vera".

« Resta per me un'esperienza indimenticabile il concerto di Bach diretto da Leonard Bernstein a Monaco di Baviera dopo la precoce scomparsa di Karl Richter. Ero seduto accanto al vescovo evangelico Hanselmann. Quando l'ultima nota di una delle grandi Thomas-Kantor-Kantaten si spense trionfalmente, volgemmo lo sguardo spontaneamente l'uno all'altro e altrettanto spontaneamente ci dicemmo:- "Chi ha ascoltato questo, sa che la fede è vera".  In quella musica era percepibile una forza talmente straordinaria di realtà presente da rendersi conto, non più attraverso deduzioni, bensì attraverso l'urto del cuore, che ciò non poteva avere origine dal nulla, ma poteva nascere solo grazie alla forza della verità che si attualizza nell'ispirazione del compositore. »


(tratto dalla riflessione teologica (cliccando si scarica un documento in formato word) che il card. Ratzinger scrisse per commentare il tema dell'edizione 2002 del Meeting di Rimini che riguardava "Il sentimento delle cose, la contemplazione della bellezza")

* * *


Cremona, 20 aprile a.D. 2005

Cari Lettori,

chi crede nel profondo che la liturgia è "culmen et fons" (1) della vita cristiana, è in piena sintonia con il Santo Padre Benedetto XVI il quale, da Cardinale, si è pronunciato apertis verbis sulla questione in diverse occasioni, tra le quali desideriamo citarVi in calce a questa pagina alcune tra le più interessanti e 'profetiche'.

Osiamo credere che tra i primi grandi atti del nuovo Romano Pontefice - sapiente teologo, fine liturgista e grande appassionato di musica (2) - non mancherà una migliore applicazione della riforma liturgica uscita dal Concilio Vaticano II mediante una purificazione da quelle sbavature di stile già sottolineate dal compianto predecessore, come già preannunciato con l'uscita dell'istruzione "Redemptionis Sacramentum" giusto un anno fa (in proposito v. anche questo commento) e a giusto completamento di quell'importante pronunciamento di Giovanni Paolo II circa la musica sacra che il Chirografo del 2003.

Noi tutti musicisti di chiesa - organisti e direttori di coro - dobbiamo chiedere al Papa un clero più colto (e non solo dal punto di vista musicale): da parte nostra il punto chiave su cui si dovrà porre l'accento è proprio la formazione musicale dei futuri sacerdoti - auspicata chiaramente da Giovanni Paolo II nel sopra citato chirografo ma purtroppo ridottasi, nei seminari italiani, al minimo indispensabile, se non talora abolita! - e, non di meno, la formazione liturgica dei futuri musicisti di chiesa.

Inoltre, dico che dovremmo discostarci da chi desidera istigare battaglie di retroguardia a favore del ripristino esclusivo del Messale di S. Pio V, anzi mi auguro che ognuno approfitti di quanto ha affermato Benedetto XVI il giorno dopo l'elezione (3) per riflettere in maniera ulteriormente approfondita su tutti i documenti promulgati dal Concilio Vaticano II (naturalmente, in particolare, il cap. VI della "Sacrosanctum Concilium" che riguarda la musica) per scorgervi tantissimi motivi di progresso tali da far accantonare qualsiasi nostalgia verso il rito ante-conciliare.

Intanto, per difendere l'uso del latino e del gregoriano non c'è bisogno di andare a scomodare il Concilio Tridentino, perché anche i documenti attuali dicono che il latino è la lingua propria della Chiesa di rito latino e che il gregoriano non solo è il canto proprio della chiesa e che va preferito, a parità di condizioni, al resto, ma che una musica è liturgica solo nella misura in cui guarda a questo sublime modello. Più di così cosa volete?!

Credo che, per i musicisti in genere e per gli organisti in particolare, la nuova liturgia offra delle splendide occasioni, a patto però che il musicista si immerga in essa, come facevano gli antichi maestri, e la interpreti, senza voler cantare o suonare cose che con la liturgia del giorno o del tempo non c'entrano per niente, anche se scritte da Girolamo Frescobaldi.

Il disastro del mondo organistico sono, purtroppo, quegli organisti che non conoscono bene la liturgia o, addirittura, che non sono credenti. Il musicista di chiesa, è bene non dimenticarlo, oltre ad essere bravo, è prima di tutto un ministro della liturgia e, se non è credente e quindi non in consonanza con il mistero che si celebra, ciò che fa, anche se artisticamente perfetto, per forza prima o poi suonerà falso, come nel caso di un sacerdote che celebri senza credere in quello che compie.

Per un efficace e naturale inserimento dell'organista nell'azione liturgica, non si insisterà, quindi, mai abbastanza sulla pratica della improvvisazione organistica che tenga conto del tempo liturgico, dei testi della liturgia del giorno e dei canti che si fanno.


Tempora bona venient!

M.o Paolo Bottini


(1) "[...] la liturgia è il culmine verso cui tende l'azione della Chiesa e, insieme, la fonte da cui promana tutto il suo vigore" (Concilio Ecumenico Vaticano II, Costituzione sulla sacra liturgia Sacrosanctum Concilium, n. 10)

(2) "Oltre che superdottore di teologia, infatti, Ratzinger di musica sa parecchio. In proprio e per grazia di famiglia. Suo fratello, Georg, è stato per trent´anni, fino al 1994, maestro della Cappella del duomo di Ratisbona, la stessa dove aveva studiato Lorenzo Perosi, il predecessore di Bartolucci alla Sistina." (Sandro Magister)

(3) Anch'io, pertanto, nell'accingermi al servizio che è proprio del Successore di Pietro, voglio affermare con forza la decisa volontà di proseguire nell'impegno di attuazione del Concilio Vaticano II, sulla scia dei miei Predecessori e in fedele continuità con la bimillenaria tradizione della Chiesa. Ricorrerà proprio quest'anno il 40.mo anniversario della conclusione dell'Assise conciliare (8 dicembre 1965). Col passare degli anni, i Documenti conciliari non hanno perso di attualità; i loro insegnamenti si rivelano anzi particolarmente pertinenti in rapporto alle nuove istanze della Chiesa e della presente società globalizzata. (tratto dal discorso di Benedetto XVI durante la missa pro ecclesia del 20 aprile 2005 nella Cappella Sistina alla presenza dei Cardinali elettori)

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La Bellezza salverà il mondo!

"[...] è divenuto sempre più percepibile il pauroso impoverimento che si manifesta dove si scaccia la bellezza e ci si assoggetta solo all'utile. L'esperienza ha mostrato come il ripiegamento sull'unica categoria del "comprensibile a tutti" non ha reso le liturgie davvero più comprensibili, più aperte, ma solo più povere. Liturgia " semplice " non significa misera o a buon mercato: c'è la semplicità che viene dal banale e quella che deriva dalla ricchezza spirituale, culturale, storica". "Anche qui continua - si è messa da parte la grande musica della Chiesa in nome della" partecipazione attiva ": ma questa " partecipazione " non può forse significare anche il percepire con lo spirito, con i sensi? Non c'è proprio nulla di " attivo " nell'ascoltare, nell'intuire, nel commuoversi? Non c'è qui un rimpicciolire l'uomo, un ridurlo alla sola espressione orale, proprio quando sappiamo che ciò che vi è in noi di razionalmente cosciente ed emerge alla superficie è soltanto la punta di un iceberg rispetto a ciò che è la nostra totalità? Chiedersi questo non significa certo opporsi allo sforzo per far cantare tutto il popolo, opporsi alla " musica d'uso ": significa opporsi a un esclusivismo (solo quella musica) che non è giustificato né dal Concilio né dalle necessità pastorali".

Questo discorso sulla musica sacra - intesa anche come simbolo di presenza della bellezza " gratuita " nella Chiesa - sta particolarmente a cuore a Joseph Ratzinger che vi ha dedicato pagine vibranti: "Una Chiesa che si riduca solo a fare della musica " corrente " cade nell'inetto e diviene essa stessa inetta. La Chiesa ha il dovere di essere anche " città della gloria ", luogo dove sono raccolte e portate all'orecchio di Dio le voci più profonde dell'umanità. La Chiesa non può appagarsi del solo ordinario, del solo usuale: deve ridestare la voce del Cosmo, glorificando il Creatore e svelando al Cosmo stesso la sua magnificenza, rendendolo bello, abitabile, umano".


(tratto dal cap. IX del volume "Rapporto sulla fede. Vittorio Messori a colloquio con Joseph Ratzinger", 1985, edizioni San Paolo)

sito non ufficiale dedicato all'ex card. Ratzinger

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BIBLIOGRAFIA RATZINGERIANA:

Joseph Ratzinger, INTRODUZIONE ALLO SPIRITO DELLA LITURGIA
- scheda:
- recensione

Joseph Ratzinger, "DI FRONTE AGLI ANGELI VOGLIO CANTARTI". LA TRADIZIONE DI RATISBONA E LA RIFORMA LITURGICA
Estratto da: "CANTATE AL SIGNORE UN CANTO NUOVO", 1996, JACA BOOK


Joseph Ratzinger, LITURGIA TRA ANTICO E NUOVO
(tratto dal cap. IX del volume "Rapporto sulla fede. Vittorio Messori a colloquio con Joseph Ratzinger", 1985, edizioni San Paolo, pagg. 123 - 139;

"LITURGIA E MUSICA SACRA" del card. Joseph Ratzinger.
Discorso tenuto all'Ottavo Congresso Internazionale di Musica Sacra


Joseph Ratzinger, CANTATE AL SIGNORE UN CANTO NUOVO


Joseph Ratzinger, LA FESTA DELLA FEDE
scheda
recensione


www.organisti.it
26100 Cremona
c/o
M.o Paolo Bottini

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