L'organista nella liturgia

Alla ricerca della professionalità tra problemi e prospettive


Convegno nazionale promosso da "Associazione Italiana Santa Cecilia"

Firenze - Fiesole

8-9 febbraio 2002

 

Relatori:

S. Ecc. Mons. Felice Di Molfetta, Vescovo di Cerignola-Ascoli-Satriano, Membro della Commissione Episcopale per la Liturgia

Dott. Remo di Lisio, Dirigente per l'Alta Formazione Artistica e Musicale del Ministero della Pubblica Istruzione e dell'Università

M° Mons. Vincenzo De Gregorio, Direttore del Conservatorio "S. Pietro a Maiella" di Napoli

Mons. Valentino Miserach-Grau, Preside del Pontificio Istituto di Musica Sacra di Roma

M° Mariella Mochi, Docente di Organo e Composizione Organistica nel Conservatorio "L.Cherubini" di Firenze

M° Yves Castagnet, Organista titolare dell'organo del Coro presso la Cattedrale di Notre-Dame di Parigi

M° Willibald Guggenmos, Organista e Maestro di Cappella aggiunto presso il Duomo di Monaco di Baviera

M° Michele Manganelli, Organista titolare della Cattedrale di Fiesole

M° Renato Negri, Presidente dell'Associazione Italiana Organisti di Chiesa

don Luciano Vindrola, Presidente della Federazione tra le Associazioni del Clero in Italia (FACI)

M° Massimo Nosetti, (coordinatore della tavola rotonda) Vice-Presidente della Associazione Italiana Santa Cecilia e Docente di Organo e Composizione organistica al Conservatorio di Cuneo

E' previsto anche un concerto d'organo del M° Giancarlo Parodi sul monumentale Organo "Mascioni" op. 466 della Cattedrale di S. Romolo in Fiesole.

* * *

RELAZIONE DI PAOLO BOTTINI [*] SULLO SVOLGIMENTO DEL CONVEGNO.

Con la presente desidero relazionare riguardo il convegno "L'organista nella liturgia - Alla ricerca della professionalità tra problemi e prospettive" organizzato a Firenze dalla Associazione Italiana Santa Cecilia nei giorni 8 e 9 febbraio 2002.

L'Associazione Italiana Organisti di Chiesa è stata ufficialmente invitata per presentare il frutto di tre lunghi e faticosi anni di trattative da noi svolte con la "Federazione delle Associazioni del Clero in Italia" (F.A.C.I.) per la stipula di quel tanto auspicato contratto nazionale di lavoro per musicisti di chiesa che è stato per la prima volta reso pubblico nel suo contenuto.

Facciamo presente che se siamo arrivati alla vigilia della firma di questo contratto, dobbiamo dare un buon merito alla paziente e sapiente mediazione di don Antonio Parisi (responsabile nazionale della C.E.I. per la Musica Sacra), oltre che alla nostra caparbietà e - scusate ma non è poco - "santa" pazienza.

Quest'ultima è stata ancora messa alla prova proprio in occasione del suddetto convegno - ottimamente organizzato con prestigiosi relatori dalla Segreteria dell'A.I.S.C. - quando l'annunciato relatore don Luciano Vindrola (Presidente in carica della F.A.C.I.) ha fatto sapere di non poter essere presente per sopraggiunti gravi impegni.

Il M° Massimo Nosetti - coordinatore della ravola rotonda e vicepresidente AISC - si è fatto interprete del malcontento generale, facendo presente che, data la delicatezza del momento, la F.A.C.I. avrebbe potuto inviare quanto meno un delegato in rappresentanza del Presidente don Vindrola.

Ma a parte questo piccolo incidente di percorso crediamo di poter presto arrivare ad un accordo, anche perchè abbiamo avuto conferma dalla F.A.C.I. dell'intenzione di firmare entro la prossima estate questo contratto, che tanti organisti italiani attendono per porre termine ad una serie di innumerevoli situazioni di vero e proprio lavoro "nero" che non fa certo onore alla Chiesa Cattolica Italiana.

Proprio mentre vi scrivo la F.A.C.I. mi comunica che il prossimo incontro ufficiale di chiarimento si terrà a Roma il prossimo 26 febbraio 2002 alle ore 15 nella sede della F.A.C.I. stessa.

Intanto l'A.I.O.C. in occasione di questo convegno a Firenze ha avuto modo di far conoscere ulteriormente la propria attività, rafforzando la propria immagine agli occhi del vivace mondo organistico italiano, che speriamo possa darci sempre più fiducia.

Fiducia che, speriamo, cari organisti italiani vorrete concederci completamente dopo la firma di questo contratto nazionale di lavoro: uno strumento giuridico di fondamentale importanza per "creare" agli occhi dello Stato, e non solo della Chiesa, la figura professionale e giuridica dell'organista di chiesa.

Facciamo notare che questo traguardo viene tagliato proprio quando nei Conservatori di Musica italiani si comincia a parlare di formazione liturgica e pratica degli organisti di Chiesa, grazie ad una stimolante lettera inviata dalla Conferenza Episcopale Italiani ai Conservatori di tutta Italia: importanti corsi sono già avviati a Bologna, L’Aquila, Palermo.

Restate in attesa vi prego, cari amici, di ulteriori novità che osiamo sperare - da inguaribili ottimisti - arriveranno molto presto, e nel frattempo continuate con entusiasmo (o riprendete!) l'attività liturgica perché la Chiesa Cattolica Italiana ha dichiarato ufficialmente che desidera la qualità artistica della musica nella liturgia e vuole promuovere con sempre maggiore determinazione la formazione liturgica degli operatori musicali della liturgia affinchè acquisiscano sempre più consapevole e competente professionalità in vista di una giusta remunerazione.

Nel frattempo auguro a tutti buona musica.

[*]  M° Paolo Bottini [segretario AIOC dal 1998 al 2011]

Cremona, 11 febbraio 2002


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